La professione può essere capita guardando indietro.
Ma va vissuta guardando avanti...

Infermieri In Cambiamento: “Le 4 DE- della nostra crisi d’identità”.

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Raffaele Varvara, fondatore del movimento, esorta i colleghi a restare uniti e a non rassegnarsi.

Ci piace paragonare la nostra professione a un paziente critico colpito da una malattia che definiamo “crisi di identità” (come detto in un precedente articolo). Abbiamo individuato i fattori eziologici di questa patologia nelle cosiddette 5 “i” (ignoranza, inconsapevolezza, incompetenza, indifferenza, inadeguatezza). E le conseguenze? Le conseguenze le sono le 4 “DE-”, che elenchiamo di seguito.

  • DE-mansionamento: Ci occupiamo sistematicamente di mansioni (nel linguaggio giuridico è consentito l’uso di questo termine) non di nostra competenza; nonostante le numerose sentenze che ormai si susseguono (l’ultima di qualche giorno fa a Chieti), le aziende non vogliono capire e, abusando di una categoria in palese crisi di identità, ci utilizzano come tappabuchi per colmare disservizi e mancanze.
  • DE-professionalizzazione: Perdita lenta e inesorabile delle nostre competenze intellettuali, le uniche che può esercitare il professionista infermiere, quelle che portano davvero a outcomes positivi per il paziente;
  • DE-capitalizzazione del lavoro: Continuando a lavorare come 40 anni fa, lo stipendio rimane lo stesso di 40 anni fa; anzi, si riduce per effetto dell’euro, delle politiche di contenimento della spesa imposte dall’Ue allo Stato italiano, del mancato adeguamento degli stipendi all’inflazione; il risultato, secondo un recente studio della Fnopi, è che negli ultimi dieci anni gli infermieri hanno dovuto rinunciare a 2.720 euro l’anno di spesa; il che vuol dire che tu, caro/a collega, hai dovuto rinunciare allo sport per i tuoi figli, alla pizza con gli amici, alle vacanze, e hai dovuto accettare una qualità di vita inferiore.
  • DE-moralizzazione: molti colleghi si sentono professionalmente smarriti, turbolenti, in ricerca; c’è chi pensa di abbandonare la professione, chi di aver sbagliato scelta, chi di abbandonare il proprio Paese per andare altrove; e c’è chi non solo pensa, ma soffre di ansia, burnout e moral distress.

Attenzione, colleghi! Non abituiamoci a essere sottopagati, non adattiamoci a lavorare con numeri così risicati, non consideriamo normale il fatto che, per far andare avanti il sistema, sacrifichiamo sistematicamente i nostri diritti. Immaginiamo che anche voi facciate a gara a chi fa il turno più massacrante, a chi ha il più esagerato numero di ore straordinarie o a chi detiene il record dei giorni di ferie residue non godute. Tutto ciò NON accade “per il bene del paziente”, accade esclusivamente per gli obiettivi di risparmio delle aziende. Purtroppo questi disagi non sono rappresentati da nessuno e le “cure mancate” della politica-professionale aumenteranno l’impatto devastante delle 4 “DE-”.

Infermieri In Cambiamento nasce per aggregare, in un luogo di riparo, di primo soccorso solidale, coloro che avvertono sulla propria pelle il malcontento causato dalle 4 “DE-”. Solo se siamo uniti, il comune malessere può essere accolto, protetto, condiviso, riconosciuto, valorizzato e infine rappresentato su un piano politico-professionale. Se non interveniamo così, queste conseguenze porteranno alla morte del nostro “paziente”. Urge un piano di assistenza intensivo, dove ciascuno di noi può e deve dare il suo contributo. Resta sintonizzato con noi e, insieme, #salviamolaprofessione.

Raffaele Varvara

Fonte: Redazione Nurse Times

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