La professione può essere capita guardando indietro.
Ma va vissuta guardando avanti...

Non nei numeri ma nell’unità sta la nostra grande forza. (Thomas Paine)

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Imperterriti, ci riproviamo.

Siamo oltre 450.000 infermieri, una potenza, un esercito…il più grande.
Sappiamo, e sanno, che se ci fermassimo un solo giorno il SSN crollerebbe, perché? Perché siamo la Base e la base sorregge tutto.
Adesso, pensare di far cadere il SSN è da pazzi, ma l’esempio serve per farci capire quanto siamo importanti, forti, e non lo sappiamo.
Un esercito che non si sente, che grida in silenzio, che perde tutte le battaglie.


In data 30/03 si è tenuto, tramite videoconferenza, un interessante incontro tra Infermieri In Cambiamento e vari esponenti del gruppo “essere 1 infermiere” e altri esponenti della regione Emilia-Romagna, presente anche il sindacato COINA, sempre stato disponibile ad ascoltare i piccoli gruppi di Infermieri, per discutere del futuro della professione.

Abbastanza proficuo, all’invito per un incontro con i colleghi di varie fazioni, Infermieri In Cambiamento risponde ed ha sempre risposto SÌ, non abbiamo esitato un attimo: la condivisione di idee, proposte e azioni per il bene della professione sono il nostro pane quotidiano.
Si è sottolineata l’estrema importanza di un tavolo di confronto che coinvolgesse tutti gli attori della professione, come quello provato l’anno scorso. (Link)


Ci fa piacere che l’idea e proposta degli stati generali dell’infermieristica sia presa in esame da altri colleghi, adesso è il momento di serrare le fila della categoria professionale.
Mai come ora bisogna lavorare pazientemente per costruire un muro a difesa della nostra dignità di professionisti contro una classe politica che fa orecchie da mercante, nella speranza che gli infermieri si dimentichino di tutto quello che hanno passato e tornino buoni a fare quello che facevano prima.
No, questa volta non sarà così! Fino ad ora abbiamo fatto solo delle prove generali ma è solo l’inizio.
Immaginatevi cosa potrebbe accadere se scendessimo in piazza non singolarmente, non individualmente, ma insieme, uniti nei nostri bisogni e pensieri professionali che insieme tutti condividiamo.
Ribadiamo l’importanza della partecipazione di tutti noi infermieri, a prescindere dall’appartenenza a questo o a quel sindacato, a prescindere da come la pensiamo sugli Ordini, siamo tutti interconnessi e accomunati sempre dai soliti problemi:

  1. disillusione per tanti riconoscimenti promessi e mai arrivati e senso generale di abbandono, specialmente, in questo periodo;
  2.  frustrazione per gli eccessivi carichi di lavoro, che mettono a rischio la nostra salute ma soprattutto quella dei nostri assistiti;
  3. delusione per i nostri contratti, che non consentono opportunità di carriera e abbiamo paura che sia così anche il prossimo;
  4. umiliazione che avvertiamo nelle organizzazioni intimidatorie e deprofessionalizzanti in cui siamo costretti a lavorare;
  5. rassegnazione al precariato e a stipendi che non permettono investimenti in piani personali di sviluppo.

Mentre ci sono questi bisogni, profondi e radicali che ci accomunano, noi restiamo ancora divisi su questioni superficiali che spesso degenerano in liti inutili, i nodi da sciogliere restano:
1) la mancanza di obbiettivi condivisi da tutti gli attori in campo.
2) la mancanza di un coordinamento nelle strategie da mettere in campo.
3) il tentativo da parte di alcuni attori in campo di “calvalcare l’onda” estromettendo o boicottando le altre realtà.


La soluzione possibile: convocare gli Stati Generali dell’Infermieristica.

L’unica soluzione a questa “babele infermieristica” è e rimane la convocazione degli Stati Generali dell’infermieristica con l’ambizioso obbiettivo di far sedere intorno al tavolo tutte le organizzazioni, federazioni, sindacati, le associazioni e movimenti di categoria, superando e accantonando le storiche e spesso stupide rivalità, al fine di individuare 5 o 6 obbiettivi condivisi sui quali tutti gli attori in campo si impegnino a lavorare in maniera coordinata ed ordinata, ciascuno in base alle proprie prerogative.
In passato gli obiettivi si sono trovati e sono stati anche condivisi, cosa ci manca? ADESIONE, COESIONE, UNIONE.


Inevitabilmente dovrà essere soprattutto la Federazione, in quanto organo superpartes e unica struttura dotata della autorevolezza e solidità istituzionale necessaria, a farsi promotrice di questa iniziativa che nasce dal basso, da quei gruppi composti da migliaia di Infermieri. Bisogna ascoltare gli infermieri, bisogna stare a sentire coloro che non solo sostengono la Federazione, ma che la formano. Siamo tutti noi iscritti la Federazione, starci a sentire è importantissimo per seguire la rotta delle rivendicazioni della categoria e per la costruzione dell’infermiere del futuro, ma manca ancora quel passo fondamentale verso l’unità nell’azione che sta diventando sempre più una condizione imprescindibile per il raggiungimento degli obiettivi.
È arrivato quindi il momento di costruire e non di dividere, perché la partita “epocale” sull’infermieristica sarà vinta o persa in base a quanto e come ciascuno di noi sarà in grado di costruire in termini di unità di intenti e coralità d’azione.
Noi ci mettiamo a disposizione della professione per la ricerca dell’unità e dell’integrità categoriale da esprimersi nelle piazze, quando si avrà modo e possibilità, in una futura manifestazione congiunta di tutte le rappresentanze professionali, e invitiamo tutti i colleghi a rispondere all’appello.
È il momento di rispondere “PRESENTE” all’appello.

Dott. Giuseppe Piazza,
Presidente di Infermieri In Cambiamento.

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